Le scuole che non hanno le capacità e le risorse culturali per predisporre un Piano di studi, un programma e un materiale didattico fruibile liberamente dagli allievi sono costrette a impostare l’insegnamento in maniera inefficace ed obsoleta, ossia incaricando un docente di riassumere verbalmente quanto le scuole serie illustrano in manuali di livello universitario, il cui studio richiede ben altro impegno cognitivo rispetto a quello di assistere per qualche ora a una teleconferenza.
Le lezioni in videoconferenza obbligano gli allievi a dedicare serate intere o weekend negli orari e nei giorni stabiliti da altri, per la comodità di altri, dovendo rinunciare alla gestione libera del proprio tempo libero, anzi, spesso essendo costretti a perdere ore o giorni di lavoro.
Le lezioni di livello universitario non si svolgono in teleconferenza. Questa modalità di comunicazione è adatta esclusivamente a situazioni nella quali sia necessaria la continua interazione tra i partecipanti, i quali, naturalmente, devono essere presenti in numero molto limitato, e a ognuno dei quali si richiede di contribuire con la propria competenza, esperienza e in base alle sue esigenze, alla soluzione di un problema.

Una lezione didattica tradizionale non ha lo scopo di favorire lo scambio continuo e in tempo reale di dati, informazioni e opinioni tra partecipanti che comunicano su un piano paritario, ma è tutt’altra cosa, ossia l’esposizione di informazioni che gli interlocutori non conoscono e che devono limitarsi ad apprendere. Il ruolo dell’allievo non deve essere passivo, ma non è la videolezione in tempo reale il luogo adatto per interagire in maniera seria ed efficace, ma il momento successivo in cui, dopo aver letto, studiato e approfondito quanto esposto dal docente sui libri di testo e i manuali, l’allievo pone eventualmente domande o espone dubbi o riflessioni al docente, in maniera ragionata, ponderata, argomentata, informata.
Altrimenti, si crea una situazione nella quale chiunque è autorizzato a interrompere la lezione del docente per chiedere chiarimenti, per farsi ripetere quanto ha detto o farselo spiegare in altro modo, perché gli è sfuggito il senso di una frase o di un concetto, o semplicemente per illustrare a tutti una sua esigenza o storia personale, che spesso non è di nessun interesse ai fini della lezione. E ciò causa continue interruzioni, obbligando tutti gli allievi a interrompere anch’essi l’ascolto della lezione, magari per ascoltare una risposta per essi ovvia a una domanda inutile.
L’interazione con il docente non è mai necessaria in tempo reale, come può avvenire in una riunione nella quale, su un piano paritario, più esperti e colleghi contribuiscono a trovare la soluzione di un problema ognuno portando il proprio contributo in tempo reale. Anzi, poiché la relazione tra docente e allievi richiede molto tempo e impegno per apprendere e assimilare nuovi concetti, dati e nozioni, l’interazione è efficace solo quando l’allievo, dopo aver studiato la lezione, senta il bisogno di approfondimenti o chiarimenti, ma in maniera informata e ponderata, non in tempo reale.
Una lezione ha la caratteristica di non svolgersi tra colleghi che devono decidere circa una o più questioni, ma tra un docente che insegna - da una parte - e allievi che devono apprendere dall’altra. L’unico motivo per cui alcuni sostengono la necessità di una videoconferenza in tempo reale è dato dal fatto di poter interrompere la lezione per porre domande al docente. Ma la risposta a tali domande non è una questione di vita o di morte, e il docente potrebbe aver bisogno di tempo e delucidazioni per comprendere meglio il significato e il vero scopo della domanda, e informarsi per rispondere meglio ad essa.
Oltretutto, gli altri allievi potrebbero non essere interessati alla questione, spesso di carattere personale, posta da chi fa la domanda. Non parliamo di quando le domande sono molte. In una classe di venti allievi, ognuno ha il diritto e la possobilità di porre almeno una domanda al docente, il che singiifica che la lezione deve essere in gran parte ridotta per far spazio a risposte ad almeno venti domande, risposte che il dcente, invece, potrebbe fornire a tutti, o in privato, il giorno dopo.
Una videoezione registrata, invece è stata attentamente visionata, montata, tagliata, revisonata, sintetizzata, in modo da escludere pause, interruzioni, perdite di tempo di ogni tipo. In una videolezione in tempo reale, invece, si è costretti a subire tutte le perdite di tempo che derivano dal’interazione tra più persone, ognuna con esigenze diverse.