A queste domande i naturopati che non hanno ottenuto la certificazione professionale da parte della Federazione Italiana Naturopati rispondono sempre con alcuni giri di parole, che si riducono ad affermazioni secondo le quali il naturopata si occupa di "squilibri energetici" e non di malattie, che la prevenzione non è prerogativa della classe medica, che il naturopata mira a risvegliare le risorse interne del cliente che possano favorire il miglioramento dello stato di salute.
Tutto falso, naturalmente. A parte il fatto che la prevenzione mira a impedire l'insorgenza di malattie, ed è da sempre competenza esclusiva della medicina, l'ignoranza dei naturopati tradizionali si manifesta in maniera imbarazzante quando si chiede loro come mai suggeriscono l'uso di un erba medicinale al cliente che si è rivolto loro per un disturbo come il mal di gola, oppure un integratore minerale per alleviare il dolore articolare, oppure una tisana d'erbe o un massaggio per ridurre i sintomi ansiosi o depressivi del cliente.
Quindi, senza neppure accorgersene, stanno ammettendo che stanno curando, con scarsi risultati, ma stanno curando una specifica malattia.

E' inutile e ridicolo il loro continuo riferimento all'olismo e alla persona nella sua globalità di mente, corpo e spirito, dal momento che, quando i loro clienti chiedono il loro intervento, esso è sempre richiesto per alleviare o eliminare i sintomi di un disturbo, d'una malattia, di una alterazione dello stato di salute. Quindi, i naturopati tradizionali non fanno altri che realizzare la fattispecie di esercizio abusivo della professione medica. 

Ma allora, se non è alla malattia che possono riferirsi nei loro trattamenti, quali sono le applicazioni vere e concrete della naturopatia? O più precisamente: come fa il naturopata a prendersi davvero cura della persona, e non della sua malattia?

Le scuole di naturopatia che non sono riconosciute dalla Federazione italiana naturopati non sono neppure a conoscenza dei criteri  che si dovrebbero rispettare per insegnare davvero la naturopatia e non la medicina camuffata da naturopatia. Esse si limitano a insegnare quali manipolazioni o quali rimedi il naturopata debba suggerire al cliente, il quale deve limitarsi ad assumere il rimedio richiesto o a subire passivamente un trattamento manipolativo, sperando che la sua salute migliori.

Quindi, come può il naturopata prendersi cura del cliente senza sconfinare nell'ambito di competenza delle scienze mediche o psicologiche e comunque cliniche e sanitarie? La risposta è semplice, ma è fornita solo ed esclusivamente dalle scuole che sono  riconosciute e certificate dalla Federazione Italiana naturopati. 

E la risposta è: i naturopati professionisti, che godono del riconoscimento della Federazione Italiana Naturopati, conoscono, padroneggiano e applicano il metodo delle Scienze naturopatiche, l'unico che consente di svolgere legittimamente, autorevolmente e con efficacia la loro attività professionale senza sconfinare nella sfera di competenza medica e psicologica.
questo metodo, ideato dal Dottor Guido A. Morina negli anni '80 del secolo scorso e da allora diffuso e adottato da centinaia di scuole in tutta Europa e in Italia, presenta però un notevole inconveniente per i naturopati amatoriali. Infatti, esso non consiste semplicemente (come è insegnato dalle scuole di naturopatia tradizionale), nel suggerire o somministrare al cliente quel trattamento o quel rimedio naturale che un semplice prontuario indica come adatto a risolvere la patologia lamentata dal cliente.
Il metodo delle scienze naturopatiche è un metodo complesso, molto articolato, che richiede anni di studio sulla base di un impianto teorico e di esercitazioni pratiche. Solo le scuole riconosciute e certificate dalla Federazione italiana naturopati possono garantire la conformità ai rigidi criteri di validità e legittimità della pratica professionale, che tutti possono e dovrebbero conoscere, pubblicati sul sito della Federazione Italiana Naturopati alla voce: "Linee Guida Europee".
Non è questa la sede per sintetizzare la struttura, le caratteristiche, le tecniche i principi deontologici che fanno parte di questo metodo, la cui padronanza, come già sottolineato, richiede un notevole impegno, cultura e qualità cognitive di ordine superiore e notevole pratica per acquisire l'esperienza necessaria al suo utilizzo efficace.
Questo è il motivo per cui la Federazione italiana naturopati invita tutti i naturopati o aspiranti tali  a non 'interpretare la naturopatia come una medicina di serie B, superficiale e semplificata, utile solo per somministrare rimedi naturali al posto dei farmaci,  e di prendere sempre in considerazione, invece, in vista di una futura attività professionale, solo le scuole riconosciute e certificate dalla Federazione Italiana naturopati.